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1月28日
Si tratta di una selezione di annunci trovati sulle bacheche delle parrocchie
Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un'area attrezzata per i bambini!
Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme. Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.
Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce Giovedì sera alle 7. Per cortesia usate le porte sul retro.
Venerdì sera alle 7 i bambini dell'oratorio presenteranno l'"Amleto" di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia.
Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! E' un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti.
Tema della catechesi di oggi: "Gesù cammina sulle acque". Catechesi di domani: "In cerca di Gesù".
Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l'estate, con i ringraziamenti di tutta la parrocchia.
Ricordate nella preghiera tutti quanti sono stanchi e sfiduciati della nostra Parrocchia
Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!
Il costo per la partecipazione al convegno su "preghiera e digiuno" è comprensivo dei pasti.
Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare.
Il parroco accenderà la sua candela da quella dell'altare. Il diacono accenderà la sua candela da quella del parroco, e voltandosi accenderà uno a uno tutti i fedeli della prima fila.
Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale. Seguirà concerto
È stato da poco provato da un esperimento tenutosi all’Università di St. Andrews in Inghilterra che quando si tratta di interpretare sguardi, smorfie ed espressioni altrui, gli uomini perdoni colpi. Non capiscono lo stato emotivo che le ha provocate. Confondono per esempio la felicità con la sorpresa, la rabbia col disgusto o, peggio, con la tristezza. Per lo più riconoscono i sentimenti solo se manifestati ai gradi massimi di intensità facciale, cioè con un “overacting” da commedia dell’arte. Un vero disastro.
È quasi irritante che ci sia voluto un esperimento in laboratorio per dichiarare che si, in effetti la miopia emotiva degli uomini mette a dura prova collaudate vite di coppia. Tutte le donne sanno che se sono tristi per qualcosa che il partner ha detto – di solito pensando ad altro, e senza alcun intento offensivo – probabilmente lui leggerà in quegli occhi dilatati dal dolore un invito sensuale alla riproduzione. E che se durante una cena rilassata tra amici il compagno sta per pronunciare l’unica frase tabù tra le infinite possibili e lei cerca di freddarlo con lo sguardo, otterrà solo che lui si senta incoraggiato a concludere la battuta, determinando una catena inarrestabile di incidenti sentimental-diplomatici.
D’altra parte quello che gli uomini chiamano (con disprezzo, ma reverenziale) intuito femminile, in realtà non è altro che la capacità di “fiutare” che aria tira, aiutandosi con tutti i mezzi a disposizione, comprese espressioni del volto appena accennate.
C’è la possibilità (non ancora dimostrata) che la capacità di coglierle dipenda dalla diversa disposizione della materia grigia del cervello femminile. È una questione di ruoli: gli uomini hanno sempre dovuto pensare alla sussistenza della famiglia e sono ancora influenzati da un modello di riferimento autoritario che vede l’emotività come una debolezza. Invece per secoli le donne si sono occupate dell’accudimento. Come avrebbero potuto senza questa sensibilità percettiva?
Per fortuna è una domanda retorica: non è necessario rispondere. Anche se in un certo senso ha provato a farlo il film francese “La Moustache” di Emmanuel Carrère che racconta la storia di un architetto di mezza età felicemente sposato che un giorno, un po’ per gioco un po’ per cambiare faccia, decide di tagliarsi i baffi. Però la moglie non si accorge di nulla. Anzi nega che lui li abbia mai avuti. E sì che a riconoscere un paio di moustaches o la loro assenza (altro che segnali sottili) sarebbero in grado anche i maschi più coriacei. Ed ecco che un gesto innocente compiuto in tre minuti al lavabo, davanti allo specchio, fa partire una terribile crisi d’identità del protagonista (incarnato, tra l’altro, da un Vincent Lindon molto espressivo). la moglie, chissà quante volte sarà tornata a casa – non vogliamo neanche ipotizzare triste, arrabbiata o disgustata – dopo una bella piega dal parrucchiere senza che il marito notasse niente. Ma ora è lei che non si accorge, e lui sente di non esistere più.
Per carità, si tratta solo di un film ai limiti del surreale interpretato da un bravo attore. Eppure molte sarebbero pronte a scommettere che la storia, in partenza decisamente assurda, prosegue con uno sviluppo molto verosimile.
Davanti allo specchio gli uomini sono molto più rilassati, accettano la loro immagine e non si preoccupano del risultato finale. E certo, hanno ben poco da preoccuparsi: una che li capisce la trovano, è scientificamente provato, e sarà così ancora per molto tempo. E forse è un bene, altrimenti addio principio della complementarietà! 6月20日 Sono quella che sono -Jacques Prévert
Sono quella che sono Sono fatta così Se ho voglia di ridere Rido come una matta Amo colui che m'ama Non è colpa mia Se non e sempre quello Per cui faccio follie Sono quella che sono Sono fatta così Che volete ancora Che volete da me Son fatta per piacere Non c'e niente da fare Troppo alti i miei tacchi Troppo arcuate le reni Troppo sodi i miei seni Troppo truccati gli occhi E poi Che ve ne importa a voi Sono fatta così Chi mi vuole son qui Che cosa ve ne importa Del mio proprio passato Certo qualcuno ho amato E qualcuno ha amato me Come i giovani che s'amano Sanno semplicemente amare Amare amare... Che vale interrogarmi Sono qui per piacervi E niente può cambiarmi.
Questo amore -Jacques Prévert Questo amore Così violento Così fragile Così tenero Così disperato Questo amore Bello come il giorno Cattivo come il tempo Quando il tempo e cattivo Questo amore così vero Questo amore così bello Così felice Così gioioso Così irrisorio Tremante di paura come un bambino quando e buio Così sicuro dì sé Come un uomo tranquillo nel cuore della notte Questo amore che faceva paura Agli altri E li faceva parlare e impallidire Questo amore tenuto d'occhio Perché noi lo tenevamo d'occhio Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato Perché noi l'abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato Questo amore tutt'intero Così vivo ancora E baciato dal sole E' il tuo amore E' il mio amore E' quel che e stato Questa cosa sempre nuova Che non e mai cambiata Vera come una pianta Tremante come un uccello Calda viva come l'estate Sia tu che io possiamo Andare e tornare possiamo Dimenticare E poi riaddormentarci Svegliarci soffrire invecchiare Addormentarci ancora Sognarci della morte Ringiovanire E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove Testardo come un mulo Vivo come il desiderio Crudele come la memoria Stupido come i rimpianti Tenero come il ricordo Freddo come il marmo Bello come il giorno Fragile come un bambino Ci guarda sorridendo Ci parla senza dire E io l'ascolto tremando E grido Grido per te Grido per me Ti supplico Per te per me per tutti quelli che si amano E che si sono amati Oh sì gli grido Per te per me per tutti gli altri Che non conosco Resta dove sei Non andartene via Resta dov'eri un tempo Resta dove sei Non muoverti Non te ne andare Noi che siamo amati noi t'abbiamo Dimenticato Tu non dimenticarci Non avevamo che te sulla terra Non lasciarci morire assiderati Lontano sempre più lontano Dove tu vuoi Dacci un segno di vita Più tardi, più tardi, di notte Nella foresta del ricordo Sorgi improvviso Tendici la mano Portaci in salvo. Ragazza d'acciaio -Jacques Prévert
Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo Non amavo nessuno eccetto colui che amavo Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva Ora tutto e cambiato è lui che ha cessato di amarmi Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io? Non lo so e poi cosa cambìa? Sono ora stesa sulla paglia umida dell'amore Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata Ragazza di latta ragazza arrugginita O amore amore mio morto o vivo Voglio che tu ti ricordi del passato Amore che mi amavi da me ricambiato. Fiesta -Jacques Prévert
E i bicchieri erano vuoti e la bottiglia in pezzi E il letto spalancato e la porta sprangata E tutte le stelle di vetro della bellezza e della gioia risplendevano nella polvere della camera spazzata male Ed io ubriaco morto ero un fuoco di gioia e tu ubriaca viva nuda nelle mie braccia.
Prima colazione -Jacques Prévert
Prima colazione
Lui ha messo Il caffè nella tazza Lui ha messo Il latte nel caffè Lui ha messo Lo zucchero nel caffellatte Ha girato Il cucchiaino Ha bevuto il caffellatte Ha posato la tazza Senza parlarmi S'è acceso Una sigaretta Ha fatto Dei cerchi di fumo Ha messo la cenere Nel portacenere Senza parlarmi Senza guardarmi S'è alzato S'è messo Sulla testa il cappello S'è messo L'impermeabile Perché pioveva E se n'è andato Sotto la pioggia Senza parlare Senza guardarmi, E io mi son presa La testa fra le mani E ho pianto. Come posso ritrovare la mia pace (Sonetto 28) -William Shakespeare
Come posso ritrovare la mia pace se il ristoro del sonno mi è negato? Se l'affanno del giorno non riposa nella notte ma giorno da notte è oppresso e notte da giorno? Ed entrambi, anche se l'un l'altro ostili, d'accordo si dan mano solo per torturarmi l'uno con la fatica, l'altra con l'angoscia di esser da te lontano, sempre più lontano. Per cattivarmi il giorno gli dico che sei luce e lo abbellisci se nubi oscurano il suo cielo: così pur blandisco la cupa notte dicendo che tu inargenti la sera se non brillano stelle. Ma il giorno ogni giorno prolunga le mie pene e la notte ogni notte fa il mio dolor più greve.
s.28(How can I then returne in happy plight)
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How can I then return in happy plight |
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That am debarred the benefit of rest? |
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When day's oppression is not eased by night, |
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But day by night and night by day oppressed? |
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And each, though enemies to either's reign, |
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Do in consent shake hands to torture me, |
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The one by toil, the other to complain |
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How far I toil, still farther off from thee. |
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I tell the day, to please him, thou art bright, |
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And dost him grace when clouds do blot the heaven: |
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So flatter I the swart-complexioned night, |
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When sparkling stars twire not thou gild'st the even. |
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But day doth daily draw my sorrows longer, |
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And night doth nightly make grief's length seem stronger. |
Quelle labbra che Amor creò con le sue mani (Sonetto 145) -William Shakespeare
Quelle labbra che Amor creò con le sue mani bisbigliarono un suono che diceva "Io odio" a me, che per amor suo languivo: ma quando ella avvertì il mio penoso stato, subito nel suo cuore scese la pietà a rimproverar la lingua che sempre dolce soleva esprimersi nel dar miti condanne; e le insegnò a parlarmi in altro modo, "Io odio" ella emendò con un finale, che le seguì come un sereno giorno segue la notte che, simile a un demonio, dal cielo azzurro sprofonda nell'inferno. Dalle parole "Io odio" ella scacciò ogni odio e mi salvò la vita dicendomi "non te". Amo tutto ciò che è stato -Fernando Pessoa
Amo tutto ciò che è stato, tutto quello che non è più, il dolore che ormai non mi duole, l’antica e erronea fede, l’ieri che ha lasciato dolore, quello che ha lasciato allegria solo perché è stato, è volato e oggi è già un altro giorno.
Nella casa di fronte a me e ai miei sogni -Fernando Pessoa
Nella casa di fronte a me e ai miei sogni che felicità c’è sempre!
Vi abitano persone sconosciute che ho già visto senza vedere. Sono felici, perché esse non sono io.
I bambini, che giocano sugli alti terrazzi, vivono tra vasi di fiori, eternamente, senza dubbio.
Le voci che salgono dall’intimità domestica cantano sempre, senza dubbio. Sì, devono cantare.
Quando è festa qua fuori, è festa là dentro. E così deve essere laddove tutto si adatta: l’uomo alla Natura, perché la città è Natura.
Che grande felicità non essere io!
Ma anche gli altri non penseranno così? Quali altri? Non ci sono altri. Quanto pensano gli altri è una casa con la finestra chiusa, o se si apre, è perché i bambini possano giocare sulla veranda inferriata, tra i vasi di fiori che non ho mai visto quali fossero.
Gli altri non sentono mai. Chi sente siamo noi, sì, tutti noi, perfino io, che ora non sento più nulla.
Nulla? Non so... Un nulla che fa male... Il più bello dei mari -Nazim Hikmet
Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto. Amo in te -Nazim Hikmet
Amo in te l'avventura della nave che va verso il polo amo in te l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte amo in te le cose lontane amo in te l'impossibile entro nei tuoi occhi come in un bosco pieno di sole e sudato affamato infuriato ho la passione del cacciatore per mordere nella tua carne.
amo in te l'impossibile ma non la disperazione.
Ciò che ho scritto di noi -Nazim Hikmet
Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia è la mia nostalgia cresciuta sul ramo inaccessibile è la mia sete tirata su dal pozzo dei miei sogni è il disegno tracciato su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità è la tua grazia cesta colma di frutti rovesciata sull'erba è la tua assenza quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via è la mia gelosia quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati è la mia felicità fiume soleggiato che irrompe sulle dighe
ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
Il tuo sorriso -Pablo Neruda
Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l'aria, ma non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani, l'acqua che d'improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d'aver visto la terra che non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita.
Amor mio, nell'ora più oscura sgrana il tuo sorriso, e se d'improvviso vedi che il mio sangue macchia le pietre della strada, ridi, perché il tuo riso sarà per le mie mani come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno, il tuo riso deve innalzare la sua cascata di spuma, e in primavera, amore, voglio il tuo riso come il fiore che attendevo, il fiore azzurro, la rosa della mia patria sonora.
Riditela della notte, del giorno, della luna, riditela delle strade contorte dell'isola, riditela di questo rozzo ragazzo che ti ama, ma quando apro gli occhi e quando li richiudo, quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi, negami il pane, l'aria, la luce, la primavera, ma il tuo sorriso mai, perché io ne morrei. Perchè tu possa ascoltarmi (Venti poesie d’amore…, V) -Pablo Neruda
Perchè tu possa ascoltarmi le mie parole si fanno sottili, a volte, come impronte di gabbiani sulla spiaggia.
Collana, sonaglio ebbro per le tue mani dolci come l'uva.
E le vedo ormai lontane le mie parole. Più che mie sono tue. Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.
Così si aggrappano alle pareti umide. E' tua la colpa di questo gioco cruento. Stanno fuggendo dalla mia buia tana. Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.
Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi, e più di te sono abituate alla mia tristezza.
Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.
Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle. Tempeste di sogni possono talora abbatterle. Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente. Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche. Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi. Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.
Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole. Tutto ti prendi tu, tutto.
E io le intreccio tutte in una collana infinita per le tue mani bianche, dolci come l'uva. 6月17日 Ciò che ci dice l'astensionismo Interventi. Le radici vecchie e nuove della sconfitta referendaria
Marisol Brandolini e Marisa Nicchi L’esito dei referendum sulla Legge 40 rende urgente per la sinistra indagare a fondo sulle ragioni della sconfitta, per ripensare una politica capace di opporsi alla possibile affermazione culturale nel nostro paese di un’ideologia teo-con. 1) Il risultato di questo referendum è analogo a quello registrato sull’articolo 18; non è dunque la prima volta che si assiste ad un livello di astensione così elevato in occasione di una consultazione referendaria. La disaffezione dell’elettorato italiano a questo strumento di democrazia diretta non rappresenta più una novità in assoluto. Non è perciò il mancato quorum a stupire; quanto piuttosto la distanza tra la nostra percezione dell’interesse e del convincimento di una parte importante dell’elettorato, seppure non maggioritaria, alla partecipazione al voto e la realtà quale si è invece manifestata alla chiusura dei seggi, nella scarna percentuale di votanti. E’ bene partire da questa nostra difficoltà nella lettura dei comportamenti elettorali, per interrogarci in primo luogo sull’efficacia del messaggio che abbiamo proposto durante la campagna referendaria. Di certo non siamo riusciti a trasmettere il valore universale della cancellazione, con i referendum, dei divieti più odiosi contenuti nella Legge 40: ossia di come, nella scrittura attuale, la Legge contraddica i principi di eguaglianza e di libertà personale e il fondamentale diritto alla salute garantiti nella Costituzione e metta in gioco il principio della laicità dello Stato e il rapporto tra etica, diritto e scienza, riguardando perciò non una piccola minoranza ma l’insieme della società. Neppure, però, siamo riusciti a investire sul voto delle donne e a farlo diventare trainante in una battaglia per la libertà, come era invece accaduto nel passato: all’elettorato femminile non è arrivato il messaggio di come la centralità dell’embrione contenuta nella Legge significhi la messa in discussione della libertà e dell’autonomia femminili, del primato femminile sul processo di riproduzione. Né, infine, è scattata la solidarietà nei confronti di quanti versano in condizioni di sofferenza e malattia, per i quali questa legge costituisce solo un impedimento e non piuttosto una speranza. La Legge 40, dunque, è stata vissuta come una norma riguardante solo una parte minoritaria della popolazione, rispetto alla quale è prevalso un sentimento di disinteresse e deresponsabilazzione. 2) Perché è dunque accaduto che, nonostante l’impegno profuso nel corso della campagna elettorale e il crescere del dibattito nel paese nelle ultime settimane, gli esiti della consultazione siano stati così deludenti? Le ragioni sono molte. In particolare, alcune appaiono essere state determinanti nel risultato. La prima è relativa al salto di qualità rappresentato dalla pratica interventista della Chiesa cattolica, che mai come in questa occasione ha teso ad appropriarsi di un “ruolo civile”, peraltro non adeguatamente contrastato, nel decidere sulla legislazione riguardante uno Stato sovrano, alla stregua di una qualsiasi parte politica (spalleggiata, come sostengono alcuni, dai cosiddetti “atei clericali”). La Chiesa cattolica ha saputo cogliere quel sentimento d’inquietudine e d'insicurezza presente nell’opinione pubblica rispetto all’incognita rappresentata dal progresso della scienza e delle bio-tecnologie, e lo ha veicolato verso una risposta proibizionista. Il 75% degli astenuti non è certo ascrivibile a una pratica di astensionismo “militante” e resta l’interrogativo di cosa sarebbe accaduto in una competizione trasparente tra Sì e No. Ma la parola d’ordine “sulla vita non si vota” è risultata alibi e tramite per quella parte di popolazione che si è sentita inadeguata a scegliere e ha preferito rifugiarsi nell’astensionismo, non assumersi responsabilità e sospendere il giudizio su una materia apparsa troppo complessa e pregna di senso. In altri paesi, l’elaborazione di una normativa su questi temi ha richiesto un percorso di discussione capace di coinvolgere la società civile, il mondo della cultura e della scienza, la politica. Ben diverso è stato il cammino della Legge 40, fin dal suo esordio. In Italia, l’unico esteso momento di discussione pubblica, per quanto parziale, si è avuto solo in occasione dei referendum. La seconda ragione è nel calcolo politico di chi si è avvalso dell’opzione del non voto in una logica tutta interna agli schieramenti politici e di chi non è apparso in grado di fronteggiare l’attacco alla laicità dello Stato. Il terzo motivo della sconfitta risiede nella passività di una parte sempre crescente dell’elettorato, abituata anche dal sistema maggioritario al pronunciamento sulle persone, accentuata dall’incapacità dei soggetti politici di proporre terreni di confronto su contenuti con forte valore ideale e simbolico. 3) Se queste appaiono essere le ragioni di fondo dell’esito referendario, il rischio che nel nostro paese si stia tentando un esperimento teo-con non è da sottovalutare. Il rischio, cioè, di una saldatura tra ideologia liberista da un lato e richiamo ai cosiddetti valori tradizionali dall’altro, di cui la gerarchia cattolica oggi si fa interprete. Un imperativo che la Chiesa cattolica tenta di applicare all’Europa tutta, preoccupata dalla perdita delle radici cristiane nel Vecchio Continente e dall’avanzata dell’Islam nel mondo. Negli altri paesi, però, non sembra avere successo, perché dall’altra parte trova uno Stato in grado di risponderle, uno Stato cioè che afferma la laicità come propria essenza, un’opzione laica che si esprime per lo più nei partiti di ispirazione socialista. Basti un riferimento, a questo proposito, alla politica del governo Zapatero nel rapporto con l’Episcopato spagnolo. Se in Italia rischia di attecchire, è per il vuoto culturale e politico che si è aperto negli ultimi quindici anni con la disgregazione dei soggetti della partecipazione politica di massa, con la transizione dalla cosiddetta “Prima” alla “Seconda repubblica” che, nel venir meno delle ideologie, ha finito col cancellare ogni riferimento a idealità e valori. L’assenza di soggetti di massa di ispirazione laica e socialista con un forte radicamento sociale e un’idea di politica “debole”, ridotta ad una pratica di potere e di procacciamento del consenso, rendono il nostro l'Italia terreno favorevole per la sperimentazione di pratiche “fondamentaliste”. Perciò vanno ripensati il ruolo e le ragioni di una sinistra in grado di affrontare le sfide del terzo millennio. Va ripensata la politica come sistema di valori e ideali e come pratica di partecipazione democratica, per l’affermazione dei diritti e delle libertà.
4月18日 Beppe Grillo: AVETE UN DIESEL?
La colza danneggia gravemente Siniscalco. [Beppe Grillo]
Prima di fare questo discorso occorre una piccola premessa. Quanto sto per dire danneggia gravemente il ministero delle finanze, inoltre e' considerato "truffa" dallo stato. Se deciderete di mettere in atto quanto NON vi consiglio affatto di fare, quindi, sarete perseguibili e io ovviamente NON vi consiglio di farlo. VI spiego semplicemente e nel dettaglio cosa NON fare.
La premessa criminosa e' la seguente: quando i motori diesel vennero ideati, non esisteva ancora il carburante che oggi noi definiamo "diesel". Non esisteva perche' non esistendo i motori diesel, nessuno (escluso il buon Diesel) si era mai chiesto con cosa farli camminare.
Quindi, i primi motori diesel furono concepiti avendo come combustibile degli olii vegetali, come l'olio di semi, l'olio di soia, l'olio di girasole, l'olio di semi vari, e cosi' via. Si', proprio cosi', quelli che usate in casa per friggere.
La domanda e': e i motori di oggi? La risposta e' : idem. La stragrande maggioranza dei motori diesel (credo potreste avere dei problemi con quelli turbocompressi) e' capace di bruciare uno qualsiasi degli olii che si usano in cucina, con l'eccezione dell'olio di oliva (dovreste prima surriscaldarlo, aspettare che decanti il residuo, e poi ossidare alcune sostanze facendoci gorgogliare dell'aria mentre bolle. Far passare dell'ossigeno dentro un combustibile liquido che bolle non e' mai saggio, quindi non lo fate se non vi chiamate Enichem di cognome. Perdipiu' il numero di esano e' alto, quindi il botto lo sentirebbero molto lontano).
Comunque, la notizia che il Resto del Carlino dava oggi e' la seguente. La gente, a quanto sembra , sta iniziando a scoprire l'olio di colza. L'olio di colza e' un oliaccio di merda che le industrie usano per friggere su larga scala, e ha due vantaggi: il primo e' che rovina il fegato molto lentamente , il secondo e' che costa poco. Costa poco nel senso che all'ingrosso e nei discount il suo prezzo oscilla tra il 0.45 e i 0.65 euri/litro.
E quindi il Carlino dice che molta gente, "complice il tam tam su internet" inizia a prendere d'assalto i discount per comprare questo olio. Dopodiche' lo si ficca nel motore. Problemi tecnici? L'unico problema tecnico e' che l'olio vegetale e' leggermente piu' denso degli altri, e quindi potrebbe dare dei problemi all'accensione. L'ideale sarebbe partire con il diesel petrolifero, e poi iniziare con l'olio di semi vari, o l'olio di colza. Questo significa che la cosa migliore da fare e' testare sul vostro motore quale sia la percentuale massima di olio vegetale che potrete usare.
Prima ne aggiungete il 10% e vedete come va, poi il 20% e vedete come va, poi il 40% e vedete come va, eccetera. LA cosa che dovrete verificare e' come si comporta in accensione. I vecchi motori diesel, quelli non common-rail, quelli con le candelette di preriscaldamento per intenderci, NON hanno alcun problema e ci potrete cacciare dentro quanto olio vegetale volete. Quelli common rail invece vanno verificati come dicevo prima, aggiungendo lentamente percentuali sempre piu' alte di olio vegetale.
Non sarebbe stranissimo se riusciste anche voi, come la maggior parte, ad aggirarvi sul 75% - 80%. L'olio di semi, l'olio di colza, possono costare anche 0.45-0.50 al litro. Il diesel...
Tutto qui, direte voi?
No, non e' tutto qui. Perche' lo stato considera questa cosa una truffa, cioe' un reato. Se voi, cioe', comprate legalissimamente un litro di olio di colza e anziche' friggerci i calamari lo infilate nel serbatoio del vostro diesel per lo stato state compiendo un reato che e' truffa, perche' state evadendo la tassa che c'e' sui carburanti. Non importa il fatto che l'automobile sia VOSTRA e anche l' olio sia VOSTRO e quindi ci fate quel che volete. Lo stato dice che nel momento in cui diventa carburante , qualsiasi cosa debba pagare delle accise. Quindi nel momento in cui io sbatto, che so, il resto del carlino nella stufa, sto compiendo una truffa perche' il resto del carlino NON paga l'accisa sui carburanti ad uso domestico.
Allora, qual e' il problema? Il problema e' che il carlino vorrebbe dare la notizia, come la voglio dare io, mentre lo stato (che teme che la gente sappia come truffarlo) non vorrebbe. E cosi', i giornalisti sono minacciati di denuncia, per istigazione a delinquere, qualora dicessero che tale operazione sia possibile, e che tale operazione sia vantaggiosa.
Quindi, mi adeguo.
Allora, con questa operazione il diesel lo pagate dai 0.45 ai 0.65 euri al litro. Siccome il diesel petrolifero , come e' noto, costa MENO di cosi', allora l'operazione e' svantaggiosa. Allo stesso modo, bruciare olio di colza inquina zero. Inquina zero perche' siccome il bilancio chimico di una pianta e' nullo, il CO2 che buttate nell'atmosfera e' lo stesso che la pianta ha assorbito per crescere, e il bilancio per il pianeta e' nullo. Le misurazioni poi mostrano come il tasso di zolfo sia pressoche' nullo, e le polveri sottili siano la meta' del diesel petrolifero. Siccome inquinare e' BELLO, allora ovviamente (in ottemperanza alle leggi vigenti) devo dirvi che usare l'olio di colza e' SBAGLIATO perche' rispetta l'ambiente, cosa che , come sappiamo tutti, non e' giusto fare. Come se non bastasse, l'olio di colza ha un numero di esano leggermente (il 3%) migliore rispetto al diesel petrolifero, ovvero il vostro motore non solo durera' di piu', ma avra' una resa migliore e brucera' meno combustibile. E questo, come ci insegnano le vigenti leggi, e' MALE, perche' dire il contrario sarebbe istigare alla truffa.
La stessa cosa vale per l'olio di canapa, che e' ancora migliore rispetto ai precedenti due. Errata corrige: trattandosi di truffa contro lo stato, e' ancora PEGGIORE. Sporca di meno, mentre noi tutti sappiamo che inquinare e' BELLO, rende di piu', e non c'e' bisogno che vi elenchi le insidie del risparmio (pratica immonda e scellerata) e, come se non bastasse, e' una sonora mazzata nei coglioni a Siniscalco, la persona in italia le cui gonadi stanno piu' a cuore a tutti noi. Guardatelo: i suoi occhioni profondi, quello sguardo languido e sensuale, l'espressione viva e intelligente: come pensate di dare un dispiacere ad un "piezz'e'core" del genere?
Quindi, vi esorto a NON piegarvi a queste diaboliche pratiche consistenti nel risparmiare (vade retro, satana!) soldi mettendo (coprite gli occhi alle vostre figlie) olio di colza nel serbatoio della vostra automobile diesel (che Siniscalco mi perdoni, l'ho detto!), risparmiando per di piu' di inquinare il pianeta (che come sappiamo invece necessita di dosi crescenti di inquinamento). La colza danneggia gravemente Siniscalco. Aut min conc.
Fate finta che ci sia anche un bel rettangolo color nero "annuncio funerario" attorno, come nelle sigarette.
Come mai dico questo? Dico questo non perche' sia una novita', ma perche' e' una di quelle notizie che non si dovrebbero far circolare, e che sui giornali non trovano spazio. Motivo evidente: contate il numero di pubblicita' di aziende che fanno carburanti, e il numero di pubblicita' di aziende che fanno olio vegetale, e scoprirete il perche'. Siccome in USA c'e' un dibattito sul potere dei blog, mi piacerebbe fare un test: vedere quanto si diffonde una notizia (sebbene gia' nota a molti) in barba alla censura industriale che vige sui giornali, e che usa il ricatto "non faccio piu' pubblicita' sul tuo giornale se non dici cosa voglio io".
Quindi, se vi va, e avete un blog, replicate o linkate questo articolo, o dite le stesse cose con parole vostre. Non so perche', ma a me Siniscalco non fa tanto sesso.
In generale, comunque, oltre all'olio di colza e a quello di canapa che sono gli ideali, vanno bene anche l'olio di semi di girasole, quello di semi vari, quello di mais. L'unica discriminante e' il costo al litro, il che esclude l'olio di oliva, oltre ai problemi legati alla densita'.
------------------ fine beppegrillata --------------------
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