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1月28日

divertente

Si tratta di una selezione di annunci trovati sulle bacheche delle parrocchie

 

Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un'area
attrezzata per i bambini!

Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme.
Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono
pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.

Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce Giovedì
sera alle 7. Per cortesia usate le porte sul retro.

Venerdì sera alle 7 i bambini dell'oratorio presenteranno l'"Amleto"
di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a
prendere parte a questa tragedia.

Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! E' un buon
modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa.
Portate i vostri mariti.

Tema della catechesi di oggi: "Gesù cammina sulle acque". Catechesi
di domani: "In cerca di Gesù".

Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l'estate, con
i ringraziamenti di tutta la parrocchia.

Ricordate nella preghiera tutti quanti sono stanchi e sfiduciati
della nostra Parrocchia

Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di
mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di
sconfiggere il Cristo Re!

Il costo per la partecipazione al convegno su "preghiera e digiuno" è
comprensivo dei pasti.

Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti
che volete far ricordare.

Il parroco accenderà la sua candela da quella dell'altare. Il diacono
accenderà la sua candela da quella del parroco, e voltandosi
accenderà uno a uno tutti i fedeli della prima fila.

Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale.
Seguirà
concerto

donne e uomini

È stato da poco provato da un esperimento tenutosi all’Università di St. Andrews in Inghilterra che quando si tratta di interpretare sguardi, smorfie ed espressioni altrui, gli uomini perdoni colpi. Non capiscono lo stato emotivo che le ha provocate. Confondono per esempio la felicità con la sorpresa, la rabbia col disgusto o, peggio, con la tristezza. Per lo più riconoscono i sentimenti solo se manifestati ai gradi massimi di intensità facciale, cioè con un “overacting” da commedia dell’arte. Un vero disastro.

È quasi irritante che ci sia voluto un esperimento in laboratorio per dichiarare che si, in effetti la miopia emotiva degli uomini mette a dura prova collaudate vite di coppia. Tutte le donne sanno che se sono tristi per qualcosa che il partner ha detto – di solito pensando ad altro, e senza alcun intento offensivo – probabilmente lui leggerà in quegli occhi dilatati dal dolore un invito sensuale alla riproduzione. E che se durante una cena rilassata tra amici il compagno sta per pronunciare l’unica frase tabù tra le infinite possibili e lei cerca di freddarlo con lo sguardo, otterrà solo che lui si senta incoraggiato a concludere la battuta, determinando una catena inarrestabile di incidenti sentimental-diplomatici.

D’altra parte quello che gli uomini chiamano (con disprezzo, ma reverenziale) intuito femminile, in realtà non è altro che la capacità di “fiutare” che aria tira, aiutandosi con tutti i mezzi a disposizione, comprese espressioni del volto appena accennate.

C’è la possibilità (non ancora dimostrata) che la capacità di coglierle dipenda dalla diversa disposizione della materia grigia del cervello femminile. È una questione di ruoli: gli uomini hanno sempre dovuto pensare alla sussistenza della famiglia e sono ancora influenzati da un modello di riferimento autoritario che vede l’emotività come una debolezza. Invece per secoli le donne si sono occupate dell’accudimento. Come avrebbero potuto senza questa sensibilità percettiva?

Per fortuna è una domanda retorica: non è necessario rispondere. Anche se in un certo senso ha provato a farlo il film francese “La Moustache” di Emmanuel Carrère che racconta la storia di un architetto di mezza età felicemente sposato che un giorno, un po’ per gioco un po’ per cambiare faccia, decide di tagliarsi i baffi. Però la moglie non si accorge di nulla. Anzi nega che lui li abbia mai avuti. E sì che a riconoscere un paio di moustaches o la loro assenza (altro che segnali sottili) sarebbero in grado anche i maschi più coriacei. Ed ecco che un gesto innocente compiuto in tre minuti al lavabo, davanti allo specchio, fa partire una terribile crisi d’identità del protagonista (incarnato, tra l’altro, da un Vincent Lindon molto espressivo). la moglie, chissà quante volte sarà tornata a casa – non vogliamo neanche ipotizzare triste, arrabbiata o disgustata – dopo una bella piega dal parrucchiere senza che il marito notasse niente. Ma ora è lei che non si accorge, e lui sente di non esistere più.

Per carità, si tratta solo di un film ai limiti del surreale interpretato da un bravo attore. Eppure molte sarebbero pronte a scommettere che la storia, in partenza decisamente assurda, prosegue con uno sviluppo molto verosimile.

Davanti allo specchio gli uomini sono molto più rilassati, accettano la loro immagine e non si preoccupano del risultato finale. E certo, hanno ben poco da preoccuparsi: una che li capisce la trovano, è scientificamente provato, e sarà così ancora per molto tempo. E forse è un bene, altrimenti addio principio della complementarietà!

6月20日

-Jacques Prévert

 Sono quella che sono
-Jacques Prévert

Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m'ama
Non è colpa mia
Se non e sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c'e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s'amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare...
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi.

Jacques Prévert

 Questo amore
-Jacques Prévert


Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo e cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando e buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d'occhio
Perché noi lo tenevamo d'occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l'abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt'intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E' il tuo amore
E' il mio amore
E' quel che e stato
Questa cosa sempre nuova
Che non e mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l'estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l'ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov'eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t'abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.

 Ragazza d'acciaio
-Jacques Prévert

Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo
Non amavo nessuno eccetto colui che amavo
Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva
Ora tutto e cambiato è lui che ha cessato di amarmi
Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io?
Non lo so e poi cosa cambìa?
Sono ora stesa sulla paglia umida dell'amore
Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata
Ragazza di latta ragazza arrugginita
O amore amore mio morto o vivo
Voglio che tu ti ricordi del passato
Amore che mi amavi da me ricambiato.

 Fiesta
-Jacques Prévert

E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia in pezzi
E il letto spalancato
e la porta sprangata
E tutte le stelle di vetro
della bellezza e della gioia
risplendevano nella polvere
della camera spazzata male
Ed io ubriaco morto
ero un fuoco di gioia
e tu ubriaca viva
nuda nelle mie braccia.

 Prima colazione
-Jacques Prévert

Prima colazione

Lui ha messo
Il caffè nella tazza
Lui ha messo
Il latte nel caffè
Lui ha messo
Lo zucchero nel caffellatte
Ha girato
Il cucchiaino
Ha bevuto il caffellatte
Ha posato la tazza
Senza parlarmi
S'è acceso
Una sigaretta
Ha fatto
Dei cerchi di fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
S'è alzato
S'è messo
Sulla testa il cappello
S'è messo
L'impermeabile
Perché pioveva
E se n'è andato
Sotto la pioggia
Senza parlare
Senza guardarmi,
E io mi son presa
La testa fra le mani
E ho pianto.

 

William Shakespeare

 Come posso ritrovare la mia pace (Sonetto 28)
-William  Shakespeare

Come posso ritrovare la mia pace
se il ristoro del sonno mi è negato?
Se l'affanno del giorno non riposa nella notte
ma giorno da notte è oppresso e notte da giorno?
Ed entrambi, anche se l'un l'altro ostili,
d'accordo si dan mano solo per torturarmi
l'uno con la fatica, l'altra con l'angoscia
di esser da te lontano, sempre più lontano.
Per cattivarmi il giorno gli dico che sei luce
e lo abbellisci se nubi oscurano il suo cielo:
così pur blandisco la cupa notte dicendo
che tu inargenti la sera se non brillano stelle.
Ma il giorno ogni giorno prolunga le mie pene
e la notte ogni notte fa il mio dolor più greve.

                    s.28(How can I then returne in happy plight)

15 How can I then return in happy plight
That am debarred the benefit of rest?
When day's oppression is not eased by night,
But day by night and night by day oppressed?
And each, though enemies to either's reign,
20 Do in consent shake hands to torture me,
The one by toil, the other to complain
How far I toil, still farther off from thee.
I tell the day, to please him, thou art bright,
And dost him grace when clouds do blot the heaven:
25 So flatter I the swart-complexioned night,
When sparkling stars twire not thou gild'st the even.
    But day doth daily draw my sorrows longer,
    And night doth nightly make grief's length seem stronger.

 Quelle labbra che Amor creò con le sue mani (Sonetto 145)
-William  Shakespeare

Quelle labbra che Amor creò con le sue mani
bisbigliarono un suono che diceva "Io odio"
a me, che per amor suo languivo:
ma quando ella avvertì il mio penoso stato,
subito nel suo cuore scese la pietà
a rimproverar la lingua che sempre dolce
soleva esprimersi nel dar miti condanne;
e le insegnò a parlarmi in altro modo,
"Io odio" ella emendò con un finale,
che le seguì come un sereno giorno
segue la notte che, simile a un demonio,
dal cielo azzurro sprofonda nell'inferno.
Dalle parole "Io odio" ella scacciò ogni odio
e mi salvò la vita dicendomi "non te".

Fernando Pessoa

 Amo tutto ciò che è stato
-Fernando Pessoa

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

IT  PT  

Nella casa di fronte a me e ai miei sogni
-Fernando Pessoa

Nella casa di fronte a me e ai miei sogni
che felicità c’è sempre!

Vi abitano persone sconosciute che ho già visto senza vedere.
Sono felici, perché esse non sono io.

I bambini, che giocano sugli alti terrazzi,
vivono tra vasi di fiori,
eternamente, senza dubbio.

Le voci che salgono dall’intimità domestica
cantano sempre, senza dubbio.
Sì, devono cantare.

Quando è festa qua fuori, è festa là dentro.
E così deve essere laddove tutto si adatta:
l’uomo alla Natura, perché la città è Natura.

Che grande felicità non essere io!

Ma anche gli altri non penseranno così?
Quali altri? Non ci sono altri.
Quanto pensano gli altri è una casa con la finestra chiusa,
o se si apre,
è perché i bambini possano giocare sulla veranda inferriata,
tra i vasi di fiori che non ho mai visto quali fossero.

Gli altri non sentono mai.
Chi sente siamo noi,
sì, tutti noi,
perfino io, che ora non sento più nulla.

Nulla? Non so...
Un nulla che fa male...

Nayim Hikmet

 Il più bello dei mari
-Nazim  Hikmet

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

 Amo in te
-Nazim  Hikmet

Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.

 Ciò che ho scritto di noi
-Nazim  Hikmet

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole

ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
è la tua assenza
quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.

Pablo Neruda

 Il tuo sorriso
-Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

 

 Perchè tu possa ascoltarmi (Venti poesie d’amore…, V)
-Pablo Neruda

Perchè tu possa ascoltarmi
le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E' tua la colpa di questo gioco cruento.
Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.

6月17日

referendum legge 40

Ciò che ci dice l'astensionismo
Interventi. Le radici vecchie e nuove della sconfitta referendaria
Marisol Brandolini e Marisa Nicchi


L’esito dei referendum sulla Legge 40 rende urgente per la sinistra indagare a fondo sulle ragioni della sconfitta, per ripensare una politica capace di opporsi alla possibile affermazione culturale nel nostro paese di un’ideologia teo-con.
1) Il risultato di questo referendum è analogo a quello registrato sull’articolo 18; non è dunque la prima volta che si assiste ad un livello di astensione così elevato in occasione di una consultazione referendaria. La disaffezione dell’elettorato italiano a questo strumento di democrazia diretta non rappresenta più una novità in assoluto. Non è perciò il mancato quorum a stupire; quanto piuttosto la distanza tra la nostra percezione dell’interesse e del convincimento di una parte importante dell’elettorato, seppure non maggioritaria, alla partecipazione al voto e la realtà quale si è invece manifestata alla chiusura dei seggi, nella scarna percentuale di votanti. E’ bene partire da questa nostra difficoltà nella lettura dei comportamenti elettorali, per interrogarci in primo luogo sull’efficacia del messaggio che abbiamo proposto durante la campagna referendaria.
Di certo non siamo riusciti a trasmettere il valore universale della cancellazione, con i referendum, dei divieti più odiosi contenuti nella Legge 40: ossia di come, nella scrittura attuale, la Legge contraddica i principi di eguaglianza e di libertà personale e il fondamentale diritto alla salute garantiti nella Costituzione e metta in gioco il principio della laicità dello Stato e il rapporto tra etica, diritto e scienza, riguardando perciò non una piccola minoranza ma l’insieme della società.
Neppure, però, siamo riusciti a investire sul voto delle donne e a farlo diventare trainante in una battaglia per la libertà, come era invece accaduto nel passato: all’elettorato femminile non è arrivato il messaggio di come la centralità dell’embrione contenuta nella Legge significhi la messa in discussione della libertà e dell’autonomia femminili, del primato femminile sul processo di riproduzione. Né, infine, è scattata la solidarietà nei confronti di quanti versano in condizioni di sofferenza e malattia, per i quali questa legge costituisce solo un impedimento e non piuttosto una speranza.
La Legge 40, dunque, è stata vissuta come una norma riguardante solo una parte minoritaria della popolazione, rispetto alla quale è prevalso un sentimento di disinteresse e deresponsabilazzione.
2) Perché è dunque accaduto che, nonostante l’impegno profuso nel corso della campagna elettorale e il crescere del dibattito nel paese nelle ultime settimane, gli esiti della consultazione siano stati così deludenti? Le ragioni sono molte. In particolare, alcune appaiono essere state determinanti nel risultato.
La prima è relativa al salto di qualità rappresentato dalla pratica interventista della Chiesa cattolica, che mai come in questa occasione ha teso ad appropriarsi di un “ruolo civile”, peraltro non adeguatamente contrastato, nel decidere sulla legislazione riguardante uno Stato sovrano, alla stregua di una qualsiasi parte politica (spalleggiata, come sostengono alcuni, dai cosiddetti “atei clericali”). La Chiesa cattolica ha saputo cogliere quel sentimento d’inquietudine e d'insicurezza presente nell’opinione pubblica rispetto all’incognita rappresentata dal progresso della scienza e delle bio-tecnologie, e lo ha veicolato verso una risposta proibizionista. Il 75% degli astenuti non è certo ascrivibile a una pratica di astensionismo “militante” e resta l’interrogativo di cosa sarebbe accaduto in una competizione trasparente tra Sì e No. Ma la parola d’ordine “sulla vita non si vota” è risultata alibi e tramite per quella parte di popolazione che si è sentita inadeguata a scegliere e ha preferito rifugiarsi nell’astensionismo, non assumersi responsabilità e sospendere il giudizio su una materia apparsa troppo complessa e pregna di senso. In altri paesi, l’elaborazione di una normativa su questi temi ha richiesto un percorso di discussione capace di coinvolgere la società civile, il mondo della cultura e della scienza, la politica. Ben diverso è stato il cammino della Legge 40, fin dal suo esordio. In Italia, l’unico esteso momento di discussione pubblica, per quanto parziale, si è avuto solo in occasione dei referendum.
La seconda ragione è nel calcolo politico di chi si è avvalso dell’opzione del non voto in una logica tutta interna agli schieramenti politici e di chi non è apparso in grado di fronteggiare l’attacco alla laicità dello Stato.
Il terzo motivo della sconfitta risiede nella passività di una parte sempre crescente dell’elettorato, abituata anche dal sistema maggioritario al pronunciamento sulle persone, accentuata dall’incapacità dei soggetti politici di proporre terreni di confronto su contenuti con forte valore ideale e simbolico.
3) Se queste appaiono essere le ragioni di fondo dell’esito referendario, il rischio che nel nostro paese si stia tentando un esperimento teo-con non è da sottovalutare. Il rischio, cioè, di una saldatura tra ideologia liberista da un lato e richiamo ai cosiddetti valori tradizionali dall’altro, di cui la gerarchia cattolica oggi si fa interprete. Un imperativo che la Chiesa cattolica tenta di applicare all’Europa tutta, preoccupata dalla perdita delle radici cristiane nel Vecchio Continente e dall’avanzata dell’Islam nel mondo. Negli altri paesi, però, non sembra avere successo, perché dall’altra parte trova uno Stato in grado di risponderle, uno Stato cioè che afferma la laicità come propria essenza, un’opzione laica che si esprime per lo più nei partiti di ispirazione socialista. Basti un riferimento, a questo proposito, alla politica del governo Zapatero nel rapporto con l’Episcopato spagnolo.
Se in Italia rischia di attecchire, è per il vuoto culturale e politico che si è aperto negli ultimi quindici anni con la disgregazione dei soggetti della partecipazione politica di massa, con la transizione dalla cosiddetta “Prima” alla “Seconda repubblica” che, nel venir meno delle ideologie, ha finito col cancellare ogni riferimento a idealità e valori. L’assenza di soggetti di massa di ispirazione laica e socialista con un forte radicamento sociale e un’idea di politica “debole”, ridotta ad una pratica di potere e di procacciamento del consenso, rendono il nostro l'Italia terreno favorevole per la sperimentazione di pratiche “fondamentaliste”.
Perciò vanno ripensati il ruolo e le ragioni di una sinistra in grado di affrontare le sfide del terzo millennio. Va ripensata la politica come sistema di valori e ideali e come pratica di partecipazione democratica, per l’affermazione dei diritti e delle libertà.

6月12日

BeppeGrillo

andate tutti a vedere il sito di Beppe Grillo:

http://www.beppegrillo.it/index.html

4月18日

beppegrillata

Beppe Grillo: AVETE UN DIESEL?

La colza danneggia gravemente Siniscalco. [Beppe Grillo]

Prima di fare questo discorso occorre una piccola premessa. Quanto sto per
dire danneggia gravemente il ministero delle finanze, inoltre e' considerato
"truffa" dallo stato. Se deciderete di mettere in atto quanto NON vi
consiglio affatto di fare, quindi, sarete perseguibili e io ovviamente NON vi
consiglio di farlo. VI spiego semplicemente e nel dettaglio cosa NON fare.

La premessa criminosa e' la seguente: quando i motori diesel vennero ideati,
non esisteva ancora il carburante che oggi noi definiamo "diesel". Non
esisteva perche' non esistendo i motori diesel, nessuno (escluso il buon
Diesel) si era mai chiesto con cosa farli camminare.

Quindi, i primi motori diesel furono concepiti avendo come combustibile degli
olii vegetali, come l'olio di semi, l'olio di soia, l'olio di girasole,
l'olio di semi vari, e cosi' via. Si', proprio cosi', quelli che usate in
casa per friggere.

La domanda e': e i motori di oggi? La risposta e' : idem. La stragrande
maggioranza dei motori diesel (credo potreste avere dei problemi con quelli
turbocompressi) e' capace di bruciare uno qualsiasi degli olii che si usano
in cucina, con l'eccezione dell'olio di oliva (dovreste prima surriscaldarlo,
aspettare che decanti il residuo, e poi ossidare alcune sostanze facendoci
gorgogliare dell'aria mentre bolle. Far passare dell'ossigeno dentro un
combustibile liquido che bolle non e' mai saggio, quindi non lo fate se non
vi chiamate Enichem di cognome. Perdipiu' il numero di esano e' alto, quindi
il botto lo sentirebbero molto lontano).

Comunque, la notizia che il Resto del Carlino dava oggi e' la seguente. La
gente, a quanto sembra , sta iniziando a scoprire l'olio di colza. L'olio di
colza e' un oliaccio di merda che le industrie usano per friggere su larga
scala, e ha due vantaggi: il primo e' che rovina il fegato molto lentamente ,
il secondo e' che costa poco. Costa poco nel senso che all'ingrosso e nei
discount il suo prezzo oscilla tra il 0.45 e i 0.65 euri/litro.

E quindi il Carlino dice che molta gente, "complice il tam tam su internet"
inizia a prendere d'assalto i discount per comprare questo olio. Dopodiche'
lo si ficca nel motore. Problemi tecnici? L'unico problema tecnico e' che
l'olio vegetale e' leggermente piu' denso degli altri, e quindi potrebbe dare
dei problemi all'accensione. L'ideale sarebbe partire con il diesel
petrolifero, e poi iniziare con l'olio di semi vari, o l'olio di colza.
Questo significa che la cosa migliore da fare e' testare sul vostro motore
quale sia la percentuale massima di olio vegetale che potrete usare.

Prima ne aggiungete il 10% e vedete come va, poi il 20% e vedete come va, poi
il 40% e vedete come va, eccetera. LA cosa che dovrete verificare e' come si
comporta in accensione. I vecchi motori diesel, quelli non common-rail,
quelli con le candelette di preriscaldamento per intenderci, NON hanno alcun
problema e ci potrete cacciare dentro quanto olio vegetale volete. Quelli
common rail invece vanno verificati come dicevo prima, aggiungendo lentamente
percentuali sempre piu' alte di olio vegetale.

Non sarebbe stranissimo se riusciste anche voi, come la maggior parte, ad
aggirarvi sul 75% - 80%. L'olio di semi, l'olio di colza, possono costare
anche 0.45-0.50 al litro. Il diesel...

Tutto qui, direte voi?

No, non e' tutto qui. Perche' lo stato considera questa cosa una truffa, cioe'
un reato. Se voi, cioe', comprate legalissimamente un litro di olio di colza
e anziche' friggerci i calamari lo infilate nel serbatoio del vostro diesel
per lo stato state compiendo un reato che e' truffa, perche' state evadendo
la tassa che c'e' sui carburanti. Non importa il fatto che l'automobile sia
VOSTRA e anche l' olio sia VOSTRO e quindi ci fate quel che volete. Lo stato
dice che nel momento in cui diventa carburante , qualsiasi cosa debba pagare
delle accise. Quindi nel momento in cui io sbatto, che so, il resto del
carlino nella stufa, sto compiendo una truffa perche' il resto del carlino
NON paga l'accisa sui carburanti ad uso domestico.

Allora, qual e' il problema? Il problema e' che il carlino vorrebbe dare la
notizia, come la voglio dare io, mentre lo stato (che teme che la gente
sappia come truffarlo) non vorrebbe. E cosi', i giornalisti sono minacciati
di denuncia, per istigazione a delinquere, qualora dicessero che tale
operazione sia possibile, e che tale operazione sia vantaggiosa.

Quindi, mi adeguo.

Allora, con questa operazione il diesel lo pagate dai 0.45 ai 0.65 euri al
litro. Siccome il diesel petrolifero , come e' noto, costa MENO di cosi',
allora l'operazione e' svantaggiosa. Allo stesso modo, bruciare olio di colza
inquina zero. Inquina zero perche' siccome il bilancio chimico di una pianta
e' nullo, il CO2 che buttate nell'atmosfera e' lo stesso che la pianta ha
assorbito per crescere, e il bilancio per il pianeta e' nullo. Le misurazioni
poi mostrano come il tasso di zolfo sia pressoche' nullo, e le polveri
sottili siano la meta' del diesel petrolifero. Siccome inquinare e' BELLO,
allora ovviamente (in ottemperanza alle leggi vigenti) devo dirvi che usare
l'olio di colza e' SBAGLIATO perche' rispetta l'ambiente, cosa che , come
sappiamo tutti, non e' giusto fare. Come se non bastasse, l'olio di colza ha
un numero di esano leggermente (il 3%) migliore rispetto al diesel
petrolifero, ovvero il vostro motore non solo durera' di piu', ma avra' una
resa migliore e brucera' meno combustibile. E questo, come ci insegnano le
vigenti leggi, e' MALE, perche' dire il contrario sarebbe istigare alla
truffa.

La stessa cosa vale per l'olio di canapa, che e' ancora migliore rispetto ai
precedenti due. Errata corrige: trattandosi di truffa contro lo stato, e'
ancora PEGGIORE. Sporca di meno, mentre noi tutti sappiamo che inquinare e'
BELLO, rende di piu', e non c'e' bisogno che vi elenchi le insidie del
risparmio (pratica immonda e scellerata) e, come se non bastasse, e' una
sonora mazzata nei coglioni a Siniscalco, la persona in italia le cui gonadi
stanno piu' a cuore a tutti noi. Guardatelo: i suoi occhioni profondi, quello
sguardo languido e sensuale, l'espressione viva e intelligente: come pensate
di dare un dispiacere ad un "piezz'e'core" del genere?

Quindi, vi esorto a NON piegarvi a queste diaboliche pratiche consistenti nel
risparmiare (vade retro, satana!) soldi mettendo (coprite gli occhi alle
vostre figlie) olio di colza nel serbatoio della vostra automobile diesel
(che Siniscalco mi perdoni, l'ho detto!), risparmiando per di piu' di
inquinare il pianeta (che come sappiamo invece necessita di dosi crescenti di
inquinamento). La colza danneggia gravemente Siniscalco. Aut min conc.

Fate finta che ci sia anche un bel rettangolo color nero "annuncio funerario"
attorno, come nelle sigarette.

Come mai dico questo? Dico questo non perche' sia una novita', ma perche' e'
una di quelle notizie che non si dovrebbero far circolare, e che sui giornali
non trovano spazio. Motivo evidente: contate il numero di pubblicita' di
aziende che fanno carburanti, e il numero di pubblicita' di aziende che fanno
olio vegetale, e scoprirete il perche'. Siccome in USA c'e' un dibattito sul
potere dei blog, mi piacerebbe fare un test: vedere quanto si diffonde una
notizia (sebbene gia' nota a molti) in barba alla censura industriale che
vige sui giornali, e che usa il ricatto "non faccio piu' pubblicita' sul tuo
giornale se non dici cosa voglio io".

Quindi, se vi va, e avete un blog, replicate o linkate questo articolo, o dite
le stesse cose con parole vostre. Non so perche', ma a me Siniscalco non fa
tanto sesso.

In generale, comunque, oltre all'olio di colza e a quello di canapa che sono
gli ideali, vanno bene anche l'olio di semi di girasole, quello di semi vari,
quello di mais. L'unica discriminante e' il costo al litro, il che esclude
l'olio di oliva, oltre ai problemi legati alla densita'.

------------------ fine beppegrillata --------------------